Osservazione Sindacato Fiadel sul Piano Industriale 2014-16

 FEDERAZIONE ITALIANA AUTONOMA

COMPARTO IGIENE AMBIENTALE

FEDERAZIONE PROVINCIALE

VIA MARIO RAPISARDI,15 – PALERMO

Al Sig. Presidente della RAP S.P.A.
Ai Sig.ri componenti il C.d.a. della RAP S.P.A.
LOROI SEDI

Palermo,24/03/2014

Oggetto: proposta piano programma 2014-2016 — osservazioni.

Tenuto conto che la richiesta di rinvio dell’incontro per la discussione del piano industriale formulata da questa O.S. non ha trovato accoglimento da parte V.s., si ritene opportuno esprimere in forma scritta le osservazioni derivanti dall’analisi del documento progettuale, consegnato a tutte le OO.SS. nei primi giorni del mese di Marzo dall’Azienda.

La scrivente O.S., da una attenta lettura del Piano industriale in questione ha rilevato le seguenti criticità:

1) Per ciò che attiene alla sostenibilità ambientale dell’intero progetto di riorganizzazione aziendale e di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, appare evidente che l’azione dovrà essere ispirata al rispetto della normativa  ambientale, che è già sufficientemente stringente e che detta i vincoli e gli ambiti di intervento entro i quali è obbligatorio muoversi. Gli unici interventi realizzabili da parte aziendale, hanno un valore puramente indicativo e potranno esplicare la loro efficacia soltanto attraverso un’atteggiamento collaborativo da parte dell’utenza. Su tale questione è opportuno rilevare che non sono stati previsti progetti finalizzati a sviluppare ed implementare attività di verifica e controllo del territorio, anche attraverso la riconversione e il riutilizzo di parte del personale in ruoli di vigilanza. L’istituzione di un servizio di tal genere in proprio e non affidato a soggetti terzi (es: vigili urbani o personale delle SRR), rivolto non tanto alla vigilanza ull’attività del personale operativo ma al controllo del comportamento dell’utenza, attraverso la formazione e l’attivazione di un nucleo di ispettori ecologici (debitamente formati ed autorizzati), se da un lato può limitare condotte poste in essere in violazione della normativa e delle ordinanze in materia di rifiuti, dall’altro consentirebbe di rendere più “normali” le condizioni e le modalità di conferimento dei rifiuti sul territorio per la città di Palermo (limitazione del fenomeno di abbandono abusivo di rifiuti di ogni genere, soprattutto pericolosi, e di creazione di discariche non autorizzate sul territorio, migliore livello della purezza delle frazioni raccolte in modo differenziato sul territorio), contribuendo a rendere più sensate le indagini di benchmarking su cui si fondano parte delle analisi affrontate dal piano e delle conseguenti scelte strategiche prospettate.

2)        Con riferimento alla sostenibilità sociale come obiettivo strategico che la mission aziendale deve raggiungere, si rileva che non sono state evidenziate le strategie attraverso le quali si intende realizzare il mantenimento degli attuali livelli occupazionali (che è pur sempre una condizione minimale), né tanto meno si intravede una compiuta strategia per la valorizzazione delle risorse umane in atto impiegate. In particolare si ritiene che il superamento dell’attuale condizione che, per esplicita ammissione della parte datoriale, continua a registrare degli esuberi di personale, potrà avvenire soltanto attraverso una riqualificazione delle figure professionali, in atto in organico, e attraverso la loro ricollocazione in ambiti di produzione nuovi. Ad esempio sarebbe opportuno prevedere la realizzazione di linee di produzione che consentano di effettuare una “ripulitura” del rifiuto selezionato raccolto, in modo da consentire il recupero di classi di merito delle frazioni conferite presso le piattaforme, con il conseguente realizzo in termini di valore economico delle frazioni conferite. Le economie e i ricavi ottenibili consentirebbero non solo il mantenimento degli attuali livelli occupazionali alle condizioni fino ad oggi assicurate, ma anche forme di redistribuzione, sotto forma di incentivi e produttività, dei ricavi o dei risparmi realizzati.

3)        Per quanto riguarda la sostenibilità economica del piano, va rilevato che fermo restando l’inprescindibile necessità di efficientare il sistema rendendo possibile la copertura integrale di tutti i costi con le somme incassate dalla TARES come previsto dall’attuale normativa di settore, e ergonii:lcune incongruenze sui principi che ispirano le strategie di azione che, a nostro avviso, soffocano lo sviluppo aziendale e rendono difficoltoso l’avvio di una fase di vera crescita. In particolare il riferimento è al principio enunciato a pag. 21 in base al quale si intendono ancora “comprimere tutte le spese limitando quelle non indispensabili per la stretta funzionalità aziendale…” tale principio può essere condiviso solo nella misura in cui ciò non significhi continuare a comprimere costi incomprimibili senza aspettarsi un riflesso negativo sui risultati della produzione (non si può continuare a rinviare l’acquisizione di beni di prima necessità, come materie prime per l’officina che non riesce a riparare mezzi che necessitano di piccoli interventi, come cambio gomme o riparazione di tergicristalli ecc…, così come è impensabile continuare a limitare gli acquisti di cancelleria per gli uffici amministrativi che mancano ormai di qualunque genere di prima necessità, – es: carta per fotocopiatrici). Occorre verificare le reali necessità ed effettuare una attenta programmazione degli acquisti che, limitando gli sprechi (e solo questi), consenta di non far mancare l’essenziale a tutti i settori aziendali, progettando anche una reingegnerizzazione di tutto il sistema informativo aziendale che, se ben gestito ed organizzato, può far recuperare risorse e rendere più efficienti i servizi. Un ulteriore elemento che sembrerebbe far emergere contraddizioni sul piano della sostenibilità economica, riguarda l’intenzione (dichiarata sempre a pag. 21) di “massimizzare le attività internalizzate (…) — del tutto condivisa in linea di principio da questa O.S. – finalizzata al pieno coinvolgimento delle professionalità aziendali”. Tale affermazione sembrerebbe, però, configgere con le previsioni relative ai costi di produzione esposti nella tabella di pag. 142, nella quale si prevede il raddoppio dei costi dei servizi terziarizzati per il 2015 rispetto al 2014, ed una triplicazione per il 2016. Su tale questione questa O.S. chiede dei chiarimenti, che ci consentano di sgombrare il campo da ogni eventuale dubbio sulla natura di tali costi.

4) Per ciò che attiene al progetto di riorganizzazione aziendale nel suo complesso, se da un lato si ritiene interessante l’analisi di banchmarking posta alla base di tutto il piano di riorganizzazione, dall’altro non si può non rilevare che le specificità del territorio palermitano richiedono una valutazione dei dati contestualizzata, pena l’inefficacia di tali raffronti ed il rischio di commettere errori di valutazione che si riflettono sulla validi. delle elte gestionali da adottare. In particolare se si tiene conto del numero degli abitanti serviti per dipendente aziendale, emerge un dato che solo apparentemente sembra confermare un esubero di personale in RAP, ma che in realtà rende evidente il fatto che RAP Spa ha una dotazione organica dimensionata • in modo coerente con le criticità del territorio e del contesto socio-ambientale palermitano, caratterizzato ancora dalla scarsa attenzione alle tematiche ambientali e con abitudini devastanti radicate e diffuse (fenomeni di abbandono incontrollato sul territorio di rifiuti di ogni genere, noncuranza degli orari di conferimento ecc…), rispetto alle aziende citate dal raffronto. AMSA di Milano con i suoi 3.278 dipendenti su 1.500.000 di abitanti serviti, ha una media di circa 457 abitanti per dipendente; AMA di Roma con i suoi 7.800 dipendenti su 3.169.000 abitanti ha una media di circa 406 abitanti per dipendente; Rap S.p.a. con i suoi 2.300 dipendenti circa su 700.000 abitanti serviti ha una media di circa 304 abitanti per dipendente. Se a questo dato si affianca la cronica carenza di mezzi e lo stato di vetustà di tutte [e attrezzature in dotazione al personale, emerge un elemento incoraggiante produttività del personale RAP Sp.a., che nonostante le enormi difficoltà operative, riesce a servire porzioni di utenza consistenti, con mezzi ed attrezzature indubbiamente molto meno efficienti rispetto a mezzi utilizzati dal personale delle aziende con cui viene effettuato il raffronto, aziende che da tempo hanno puntato su sistemi dí raccolta monoperatore (i nostri equipaggi oggi non possono che essere composti da due o tre operatori incluso l’autista) e su attrezzature più moderne e funzionali. Stando a tali elementi e aggiungendo le croniche cattive abitudini della cittadinanza palermitana, non sufficientemente contrastate da una efficace vigilanza sul territorio, si giustifica ampiamente il livello qualitativamente meno eccelso dei servizi resi sul territorio che, a tali condizioni richiedono maggiori sforzi, e un impiego più “massacrante” del personale in servizio. Interessante sarà in proposito valutare gli esiti di un’indicatore previsto a pag. 64 che dovrebbe misurare l’incidenza in percentuale in termini di costo del personale, dei mezzi e delle attrezzature. Potrebbe emergere che, allo stato attuale, su tale parametro pesa in modo preponderante non il costo del personale ma i costi di riparazione dei mezzi e delle attrezzature perennemente affidate alle officine interne ed esterne, con un tasso di operatività effettiva molto basso. La valutazione sul rapporto numerico tra utenti serviti e personale in servizio presso l’azienda, induce anche a valutare che i costi del servizio possano essere coperti dalla TARES, a patto che si aumenti la capacità di riscossione, dal momento che non sembra che il livello di pressione fiscale esercitata da tale imposta sulla cittadinanza, sia sensibilmente più lieve rispetto alle città oggetto del raffronto.

5)            Per quanto riguarda la prospettata riorganizzazione aziendale basata su aree operative che prevedono la suddivisione del territorio cittadino in due macroaree, che facciano riferimento a due autoparchi differenti sul territorio e a due dipartimenti operativi con compiti e responsabilità analoghe, si ritiene che il sistema nel complesso possa garantire un effettivo recupero di efficienza e possa consentire una maggiore integrazione delle attività da compiere sul territorio, che secondo quanto si deduce dalla lettura del piano, sembrerebbe vengano affidate a ciascun dipartimento operativo in modo da curare complessivamente tutti gli interventi che il territorio richiede, dalla bonifica dei siti interessati da discariche, alla raccolta porta a porta. Dal punto di vista di questa O.S. appare, tuttavia, assolutamente vago il riferimento alla  maggiore “flessibilità” prevista nell’uso delle risorse umane e, pertanto, si  richiedono garanzie sulle modalità che verranno adottare per l’applicazione di  tali forme di flessibilità che, si rileva che le stesse dovranno essere discusse e  concordate al tavolo delle trattative con le OO.SS., così come è richiesta la  consultazione delle sigle sindacali per lo spostamento del personale che deriverà dall’attuazione del progetto di riorganizzazione in parola.

6)            In relazione alla prospettata ipostesi di attivazione di indicatori di economicità e di efficienza dei servizi (pag. 64), nel condividere le esigenze aziendali di misurare il grado di efficienza dei servizi, non si può non rilevare che tali indicatori vanno messi in relazione con le dotazioni in termini di mezzi e attrezzature messe a disposizione degli operatori e con l’incidenza dei guasti che gli stessi mezzi fanno registrare. Si tratta, infatti, di strumenti di misurazione il cui risultato va attentamente valutato e contestualizzato.

7)            Dall’analisi del piano degli investimenti sui mezzi e le attrezzature, emerge una considerazione in base alla quale non si può non esprimere preoccupazione sulle progettate acquisizioni per l’anno in corso. Sebbene tali acquisizioni si ritengano assolutamente indispensabili per garantire lo sviluppo e la crescita aziendale, non si può non considerare che le stesse sono vincolate al finanziamento con fondi FAS per l’avvio del nuovo step della raccolta differenziata porta a porta. Tenuto conto che le stesse costituiscono la parte più consistente dell’intero piano di acquisizioni e che ad oggi non si hanno ancora notizie certe sullo stato di attuazione del progetto in parola, appare evidente che non si può non manifestare apprensione e, pertanto, si richiedono informazioni in merito allo stato di avanzamento delle relative  procedure.

8)            Discorso a parte meritano i progetti contenuti nel piano industriale relativi allo sviluppo della piattaforma impiantistica prevista per Bellolampo ed il relativo piano di acquisizione degli automezzi e delle attrezzature previste per tale progetto. I dati presentati si riferiscono all’intero triennio e non è dato di conoscere ne la modulazione negli anni di tali acquisizioni, né la modalità con la quale si intendono coprire i costi previsti per tali investimenti. Si suppone che gli stessi debbano comunque rientrare nelle previsioni complessive dei trasferimenti previsti dal contratto di servizio tra amministrazione Comunale e RAP Sp.a.. Anche su tali questioni si chiedono chiarimenti e rassicurazioni. I progetti relativi allo sviluppo della piattaforma impiantistica previsti dal Piano, se da un lato sono apprezzabili e quasi avveniristici, dall’altro presentano, a nostro avviso, molte criticità in termini di fattibilità peri tempi ridotti previsti e per la complessità dei percorsi autorizzativi e progettuali, su cui il piano non chiarisce nulla, probabilmente nel presupposto che tali questioni vanno affrontate in sede di redazione dei progetti esecutivi. Si chiedono rassicurazioni sullo stato di avanzamento di tali progetti che  rappresentano una importante tappa per il rilancio dell’intero asset aziendale.

9)            Del tutto insufficiente appare il Piano Industriale per gli aspetti che riguardano la Sicurezza in azienda ed il servizio di prevenzione e protezione. In primo luogo si rileva la insufficienza delle informazioni connesse alla dotazione organica di tale importantissimo settore, che in atto appare assolutamente sottodimensionato ed inadeguato per la corretta applicazione di tutta la complessa normativa sulla sicurezza, in un’azienda delle attuali dimensioni della RAP S.p.a.. La semplice enunciazione dell’intenzione di attenersi a quanto stabilito dalla legge e la conseguente citazione degli articoli della norma sulla sicurezza, non soddisfare le esigenze connesse all’applicazione e all’adeguamento di tutte le strutture aziendali e delle procedure, alle disposizioni normative in tema di sicurezza. in proposito occorre ricordare che il sistema va aggiornato ed integrato in considerazione della fusione tra le due fallite società del gruppo AMIA S.p.a.. Si chiedono pertanto maggiori dettagli sia sulla nuova dotazione organica prevista per il  settore, nonché sui progetti di adeguamento del sistema organizzativo  aziendale e delle sedi aziendali alla vigente normativa in tema di sicurezza.

10)    Altrettanto insufficiente appare il piano industriale riguardo alla sezione dedicata al servizio di manutenzione strade. Il piano sembra non tenere conto degli ultimi orientamenti dell’Amministrazione Comunale finalizzati all’affidamento di servizi di manutenzione delle superfici viarie e pedonali e non della semplice sorveglianza e monitoraggio nonché della gestione sinistri. In tal senso non sono preventivati investimenti per lo sviluppo di tale tipologia di servizio, se ne deduce che l’Azienda non ha intenzione di puntare sulle potenzialità offerte dall’incremento di tali servizi. Tale scelta, a nostro avviso, appare in contrasto con gli ultimi orientamenti dichiarati dall’Ente proprietario che ha manifestato l’intenzione di incrementare le risorse assegnate a RAP S.p.a.,oltre quelle strettamente connesse alla gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Si ritiene che si tratti di scelte che, a priori, dichiarano l’intenzione di non puntare su un’area di potenziale crescita e sviluppo aziendale. Senza entrare nel merito di valutazioni di opportunità di tali scelte, si chiedono rassicurazioni sul mantenimento dei livelli occupazionali  del personale attualmente impiegato in tale settore aziendale, dichiarando sin  d’ora la ns. contrarietà nei confronti di progetti di cessioni di rami d’azienda o  di dismissioni.

11)    Una considerazione attenta merita la tabella di pag. 141 che espone i ricavi aziendali nel quadro prospettico ed i risultati di esercizio previsti. Tralasciando tutta una serie di considerazioni che fanno apparire piuttosto ottimistico il quadro nel suo complesso, si ritiene, in questa sede, necessario effettuare alcune considerazioni su alcune voci in particolare. Per ciò che attiene ai ricavi per smaltimento RSU il budget preventivato per gli anni 2015 e 2016 appare oltremodo ottimistico essendo la sua realizzazione, a nostro avviso, strettamente collegata all’apertura dell’impianto della discarica a soggetti terzi, in proposito si richiedono chiarimenti sulle previsioni formulate dall’azienda. Anche l’incremento dei ricavi provenienti dalla raccolta differenziata appare sopravvalutato e si ritiene che la stima sia connessa strettamente all’avvio della piattaforma impiantistica progettata, i cui tempi di realizzazione sono però piuttosto incerti. Si chiedono chiarimenti in proposito soprattutto in ordine ai tempi previsti per la realizzazione degli impianti in  progetto. Infine i ricavi previsti per la gestione del post mortem della vecchia discarica a nostro avviso devono essere considerati più una partita di giro a valore neutro, che un vero e proprio ricavo, tenuto conto del fatto che gli importi previsti in tabella si riferiscono a somme che l’Amministrazione Comunale avrebbe comunque dovuto garantire a RAP S.p.a. anche qualora la gestione della vecchia discarica fosse rimasta in capo alla nuova società, tanto è vero che gli stessi importi compaiono per il 2015 e 2016 nella successiva tabella di pag. 142 che riguarda i costi di produzione. Una ulteriore breve considerazione merita la valutazione dei margini operativi lordi previsti dalla tabella in questione che, sebbene appaiano molto esigui e sembrerebbero non garantire la sufficiente spinta propulsiva necessaria per il rilancio dell’Azienda, sono comunque una garanzia in termini di mantenimento degli equilibri economici necessari per la gestione ordinaria dell’Azienda.

12) Un’ultima considerazione merita la voce prevista sempre nella tabella di pag. 142, relativa alla voce “costo del personale ominicomprensivo” in questa sede è bene ricordare che [‘accordo siglato con le OO.SS. in data 20 e 21 gennaio u.s., ex art. 47 I. 428 del 1990, prevede il congelamento degli aumenti contrattuali previsti dal CCNL FEDERAMBIENTE, nonché degli accordi derivanti dalla contrattazione di 11° livello, solo per l’anno 2014, pertanto, non si comprende l’andamento delle voci esposte nella citata tabella che prevedono una costante diminuzione del costo del personale per il triennio di riferimento. Tale trend può essere solo in parte giustificato dagli esodi previsti per pensionamenti del personale attualmente in servizio, almeno che non si intenda, come conseguenza della nuova riorganizzazione aziendale, rivedere la composizione dell’attuale management aziendale, prevedendo una drastica riduzione in organico di tale personale, le cui funzioni possono in parte essere egregiamente svolte dalla professionalmente qualificata e selezionata schiera di quadri oggi presenti in organico, il cui carico di lavoro va attentamente riconsiderata al fine di una loro migliore valorizzazione e di una giusta collocazione all’interno della organizzazione strategica del personale. Fatte tali considerazioni e ribadendo, ancora una volta, il rammarico per non aver potuto formulare tali osservazioni nel corso dell’incontro che avete ritenuto di dover comunque effettuare, anche in nostra assenza, nella convinzione di aver contribuito ad analizzare problematiche e questioni strategiche per la crescita aziendale, si resta in attesa di un vs. cortese e puntuale riscontro.

Per la segreteria provinciale FIADEL

Luisa Milazzo                                                                Giuseppe Mansueto